PROMUOVERE IL
SOCIAL BUSINESS NELLE
SCUOLE SECONDARIE

“Promuovere il Social Business nelle Scuole Secondarie della Regione Emilia Romagna” è il progetto ideato dalla professoressa Luisa Brunori e sostenuto dalla Fondazione Grameen Italia, di cui allora era vice presidente, nel corso degli anni scolastici 2014/2015 e 2015/2016.

Questa attività formativa è nata dalla convinzione che l’educazione all’auto imprenditorialità e lo stimolo all’attività imprenditoriale siano strumenti efficaci per contrastare il fenomeno della così detta NEET Generation, così come riportato dalle linee educative nazionali ed internazionali nonché dalla Strategia Europa 2020 per il conseguimento dell’obiettivo di un’economia intelligente, sostenibile e inclusiva.

Il percorso di formazione è rivolto agli studenti delle classi III, IV e V. Gli obiettivi principali consistono nell'attivazione delle “capabilities” degli individui dei soggetti, nello sviluppare l’attitudine al “problem solving” e nel favorire il processo creativo e imprenditoriale dei giovani studenti con particolare riferimento alla finalità sociale dell’attività intrapresa.

Nel corso delle due edizioni il percorso di formazione all’impresa sociale ha coinvolto all’incirca 600 studenti delle scuole superiori secondarie della regione Emilia Romagna.

In coerenza con quanto previsto dalla guida operativa dell’Alternanza Scuola-Lavoro, i partecipanti al progetto sono attivamente coinvolti in un processo di costruzione/simulazione di impresa.

Durante le attività, guidate da formatori esperti, gli studenti acquisiscono le competenze necessarie ai fini dell’ideazione e della progettazione di un Social Business, coerentemente al modello teorizzato dal Prof. M. Yunus.

Il progetto è articolato in fasi distinte. Si parte da un’iniziale sensibilizzazione degli studenti al tema della cittadinanza attiva come costruzione di un mondo desiderato e si prosegue con un’analisi dei bisogni sociale del territorio e delle risorse disponibili (finanziarie, umane, infrastrutturali).  L’intento è quello di stimolare gli studenti all’ideazione di soluzioni innovative alle sfide sociali individuate in quanto cittadini attivi del presente e del futuro. Vengono quindi forniti gli strumenti tecnici necessari alla definizione e alla progettazione dell’idea imprenditoriale. Il risultato previsto dall’esperienza è la redazione di un business plan e di un piano economico finanziario.

L’offerta formativa nasce come proposta extracurricolare e incoraggia l’adesione degli studenti su base volontaria, tuttavia, su richiesta dei docenti, il corso può essere inserito nella programmazione didattica curricolare, oltre a configurarsi come attività di stage.

I Edizione - A.S. 2014/2015

La prima edizione del progetto “Promuovere il Social Business nelle Scuole Secondarie della Regione Emilia Romagna” è stata gestita formalmente dalla fondazione Grameen Italia, di cui a quel tempo la professoressa Luisa Brunori, attuale presidente dell'Associazione Win Win, era vice presidente. Il progetto ha coinvolto 104 studenti, provenienti da 4 istituti superiori della Regione nelle 24 ore di formazione previste dal laboratorio.

Gli allievi, organizzati in piccoli gruppi di lavoro, hanno elaborato all’incirca 20 "Social Business Ideas" con il fine di dare risposta ad alcuni problemi sociali identificati nella loro Comunità. Tali progetti, corredati da business plan e punto di pareggio, sono stati presentati in data 4 giugno 2015, in occasione del Social Business Event, giornata conclusiva, patrocinata dalla Regione Emilia Romagna e dall’Ufficio Scolastico Regionale.

Nel corso dell’iniziativa, una Commissione di esperti ha valutato le "Social Business Ideas" e premiato le proposte migliori sulla base di parametri quali la creatività, l’originalità, la sostenibilità economico-finanziaria e il potenziale d’impatto sui problemi sociali identificati.

II Edizione - A.S. 2015/2016

La Fondazione Grameen Italia, a seguito dei numerosi riscontri positivi ottenuti, ha rinnovato il proprio impegno per l’A.S. 2015/2016,  dando avvio alla seconda edizione del progetto.

Le richieste di adesione, dopo un’attività di promozione capillare attraverso canali formali ed informali, sono state superiori alle aspettative; è stato pertanto necessario ipotizzare un ciclo didattico intensivo, in aggiunta ai due già previsti dal progetto, al fine di evadere le richieste delle scuole.

La seconda edizione, a differenza della prima, prevedeva l’erogazione di 30 ore di formazione e ha coinvolto circa 500 studenti in 14 Scuole Secondarie della Regione.

Le formule con cui le scuole hanno aderito sono state diverse; tuttavia la richiesta che è prevalsa è quella di inserire l’esperienza nell’ambito della riforma “ La buona Scuola” (107/2015).

 
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DURANTE IL PROGETTO TEACHING SOCIAL BUSINESS IN SECONDARY SCHOOL GLI STUDENTI DELLE SCUOLE SUPERIORI SONO STATI ASSISTITI NELLO SVILUPPO DI IDEE IMPRENDITORIALI CREATE DA LORO PER RISOLVERE DEI PROBLEMI SOCIALI INDIVIDUATI DAL GRUPPO.

OGNI GRUPPO AVEVA IL COMPITO DI

ELABORARE IL PROGETTO SOCIALE PRESCELTO ATTRAVERSO LA REDAZIONE DI UN BUSINESS PLAN E DI UN BREAK EVEN POINT DI COSTI DA SOSTENERE E DI RICAVI ATTESI, ATTRAVERSO LA CREAZIONE DI UN CORTOMETRAGGIO PROMOZIONALE DEL PROGETTO.

DURANTE IL SOCIAL BUSINESS EVENT SONO STATI PREMIATI I MIGLIORI PROGETTI SECONDO LA FATTIBILITÀ E L'ORIGINALITÀ. QUI SOTTO LA DESCRIZIONE DEI LAVORI SVOLTI DAI PRIMI TRE QUALIFICATI

 
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Gruppi vincitori:

PRIMO QUALIFICATO

Al 1° posto si è qualificato il gruppo S.L.E.F.F. del Liceo Alessandro Tassoni di Modena con il progetto omonimo. La proposta consiste nel creare un portale on-line per favorire, tra privati, tra aziende e privati, lo scambio gratuito di oggetti inutilizzati e la compravendita di merce giacente.

SECONDO QUALIFICATO

Il gruppo Io non so, dimmi tu del Liceo Laura Bassi ha ottenuto il 2° posto con “I sapori del vento”. Questo è il nome dell’impresa che intende realizzare un catering multietnico impiegando donne migranti, così da valorizzarne le loro competenze e sostenere lo scambio culturale con il contesto italiano.

TERZO QUALIFICATO

Al 3° posto, infine, troviamo il gruppo dei Brainsavers dell’I.T.C.S. Salvemini con il social business “Cleaning from the world”.  Il progetto prevede la creazione di un’impresa di facility management che offra occasioni di lavoro a rifugiati politici.